E'confermato Roma capitale vende
C'era una volta il quartiere di
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TRASPARENZA PER ROMA "NUBIFRAGIO
Che influenza può avere in una
Trasparenza per Roma- negato
Indagine su un cittadino al di
Quanto emerge dall'inchiesta sorta
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E'confermato Roma capitale vende il 21% delle quote di acea spa. Passando dal 51% al 30%.
Inizia così la privatizzazione dell'acqua a Roma.
Con la scusa di nuovi investimenti, di nuove sinergie che porteranno presunte nuove risorse nella capitale, è in attesa di essere approvata da una maggioranza risicatissima del consiglio comunale, la delibera 32, che porta nocumento all'interesse dei cittadini romani affidando ad una governance privata un servizio pubblico locale. Strano ma vero , il recente referendum ha visto il no dei romani alla privatizzazione di oltre 1.200.000, mentre l'attuale consiglio comunale che è stato eletto con il premio di maggioranza sulla base delle preferenze ottenute dal sindaco al ballottaggio tenutosi il 28 aprile 2008, conta su nemmeno 783.225 voti su 1.459.697, ovvero un risicatissimo 53,656 % del totale dei voti validi.
E' la democrazia dicono, strano perchè giustamente,subito dopo l'elezione Alemanno dichiarò di voler essere il sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni. Invece di divisioni la delibera 32 , che comprende la svendita di altre quote di proprietà di roma capitale di aziende di servizio pubblico, ne crea e ne creerà.
Alemanno mischia le carte sulla trasparenza dell'operazione, e dice svelando l'intenzione del Campidoglio di avviare la privatizzazione di acea : "Nel bilancio 2012 abbiamo previsto la vendita del 21% delle nostre quote di Acea. Per il 30% la quota pubblica resterà strategica: vogliamo aprire in parte all'azionariato diffuso e a una pluralità di soggetti". Ma per l' Associazione Piccoli Azionisti della multiutility capitolina la vendita del 21% di Acea da parte del Comune di Roma, agli attuali prezzi, "sarebbe una follia" e quindi "bisogna impedire agli 'speculatori' di impadronirsi della società sborsando pochi spiccioli". l'associazione rivolge un "appello alla compattezza delle componenti sane ..e avviare il risanamento della azienda senza svendite" in particolare, i piccoli azionisti, in vista dell'assemblea degli azionisti del 4-7 maggio prossimi, chiedono una sostituzione degli attuali vertici della società per "ripercorrere la strada di una oculata gestione industriale, ovvero insediando una sorta di 'amministrazione straordinaria' della società stessa". Nel frattempo come per incanto dal 2009 ad oggi Il titolo è crollato a 4,60 euro e la capitalizzazione di Borsa è "in picchiata" e "al di sotto del capitale sociale". Trasparenza per Roma osserva che il progetto di vendita da parte della Giunta del patrimonio aziendale di Acea, è opaco in la delibera 32 riguardante la holding unica e la vendita del 21% delle azioni punta a licenziare la vendita di un pacchetto di quote , rilevante, senza alcun riferimento a meccanismi di evidenza pubblica della dismissione, a criteri di cessione ne tanto meno sui valori di vendita ( basandosi solo sul valore di borsa- record negativo guarda caso- sarebbe assurdo visto il prospetto di ricavi che ne deriverebbe in base al nuovo accordo con l'eni che sostituirà gdf suez e il futuro accordo con ital gas e snam) , oltre a prevedere l'autorizzazione di patti parasociali da stipulare mediante modifiche statutarie che devono invece essere approvate con delibera dell'assemblea capitolina e non possono infatti ricevere preventive deleghe in bianco. l'avv. e.Varanini per TPr : " Sarà necessario un esposto alla consob e alla autority dell'energia" e l'impugnativa della delibera avanti il t.a.r."
l'opposizione all'assemblea capitolina preannuncia " in merito poi al progetto di holding unica questo risulta non conforme alla normativa sui servizi pubblici locali (nota di redazione Cfr. gli artt. 114 e ss. del dlgs 267/2000) , inoltre secondo la delibera 32 in attesa di approvazione, il controllo analogo verrebbe usurpato al Comune per divenire di competenza della holding passando da diretto ad indiretto e limitando cosi' il controllo pubblico e di garanzia sulle aziende".
Intervenire subito a tutela dell'acqua è un dovere di tutti i romani. Occorre trasparenza per una corretta gestione delle governace delle società con all'oggetto un servizio pubblico di rilevante interesse economico e sociale.
art 114 dlgs 267 ". Nell'ambito della legge, l'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti, quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell'ente locale da cui dipendono.
"L'ente locale conferisce il capitale di dotatone, determina le finalita' e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali".
redazione TPR